Italian Amateur Radio Station IZ8JFD
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IZ8JFD

1 AT 654

SWL I4-2979/BO

La prima volta che mi sono avvicinato ad una radio, con lo scopo di ascoltare quanto era possibile, è stato nei primissimi anni ’80, utilizzando una di quelle radio portatili AM/FM, alimentate a pila, che molti, all’epoca e non solo, portavano con sé per ascoltare le partite del campionato di calcio la Domenica pomeriggio. Commutando in AM, quella “radiolina” riceveva in Onde Medie. Ricordo che mi fermai ad ascoltare le potenti emissioni CW che provenivano (presumo) dalle navi all’ancora nel Porto di Genova. All’epoca, abitavo lì. Letteralmente, di fronte al Porto. Ma non il Porto Antico. La zona portuale compresa tra la Stazione Marittima ed il Terminal Traghetti. Quella radio Philips non aveva uno stadio d’ingresso capace di filtrare a dovere le frequenze che doveva ricevere e scartare quelle indesiderate. Così, si ascoltava di tutto. Anche le incomprensibili trasmissioni telegrafiche del Porto. Durante gli ultimi anni della stessa decade, una volta scoppiata la passione per la radio (quando ero un CB in attesa della maggiore età per poter chiedere ed ottenere la “concessione”), vidi all’opera, a casa di un parente, un Kenwood R5000 in ricezione FSK e collegato ad un Commodore Amiga, che (grazie ad una interfaccia ed un apposito software) effettuava la decodifica delle trasmissioni RTTY in HF. Per ottenere l’autorizzazione all’ascolto SWL, non era necessario essere adulto. Così, prima di diventarlo, ebbi il nominativo I4-2979/BO dalla Direzione Regionale PT di Bologna, competente per il Comune in cui ero residente. Poco dopo, alcuni mesi prima del Compleanno che mi avrebbe dato gli stessi diritti e doveri dei “grandi”, mi fu regalato lo stesso ricevitore. Estate 1990. 2 Agosto. Un evento che, apparentemente, ha nulla a che fare con la mia passione per la radio e la radiotecnica. L’Iraq invade militarmente il Kuwait, dando inizio alla Crisi del Golfo. All’inizio dell’anno seguente, la Crisi evolve e diventa la Guerra del Golfo, che si consumerà tra Gennaio e Febbraio 1991. Il primo giorno di ostilità lo trascorsi con gli occhi incollati alla TV: fuori casa, le mie orecchie erano appiccicate alla radio. Anche a scuola. Entrammo (non “marinammo” con una scusa del tipo “sciopero” o altro), ma, praticamente, non ci furono lezioni, e io divenni il “marconista” della mia classe, alla ricerca di notizie da comunicare agli altri. Oltre a riaccendere il mio interesse per la storia militare, la Prima Guerra del Golfo amplificò quello per la radio. Durante gli eventi bellici e nella primavera seguente, mi dedicai forsennatamente alla decodifica di trasmissioni RTTY in Onde Corte con il mio (quasi) nuovo Kenwood R5000 ed io mio (buon) vecchio Commodore 64 , oltre a proseguire l’ascolto delle stazioni broadcast in Italiano e non, memore di quanto fatto pochi mesi prima per avere notizie su ciò che stava accadendo in Iraq ed in Kuwait. E’ in questo periodo che partono i miei primi rapporti di ricezione ed arrivano le prime conferme QSL. Radio Mosca, la Voice Of America, Radio Corea, Radio Giappone, ho contattato buona parte delle broadcast in lingua italiana dell’epoca (oltre a stazioni in Inglese) ed ho SEMPRE avuto risposta. Il 1992 inizia con le Olimpiadi invernali di Albertville, occasione straordinaria per sfruttare il mio nuovo PC Atari, basato su processore Intel 80286 (degno sostituto del Commodore 64), in abbinamento all’R5000. Con le interfacce hardware e software di Nuova Elettronica per la decodifica delle trasmissioni radiofax, mi sono divertito a ricevere fotografie delle gare ad Albertville, cartine meteorologiche ed altre foto dell’attualità del periodo (che, tuttora, conservo). A metà degli anni ’90, il mio interesse per l’ascolto broadcast si è spostato verso le Onde Medie, per le quali ho costruito una antenna a telaio, in legno, con avvolgimenti loop e link realizzati utilizzando il filo Litz. Il tutto è stato ricavato da un articolo di Giuseppe Zella comparso su CQ Elettronica alla fine degli anni ’80. Le broadcast MW in lingua italiana, ahimè, erano sempre meno, ma ho fatto ascolti interessanti e piacevoli: su tutte, Radio Romania e Radio Sofia. Poi, l’arrivo di Internet. Ho passato i primi 5 anni del terzo millennio alla scoperta della Rete. Con la radio spenta. La ripresa dell’attività SWL è coincisa con l’arrivo di un accordatore MFJ per antenne “random” (il modello 16010, pessimo acquisto) e con l’autocostruzione di Emma, una antenna attiva per le Onde Medie. Poco dopo, l’accordatore MFJ è stato venduto e l’antenna a telaio in legno è stata dismessa. Di lei non rimane nulla. Altri progetti sono in cantiere.