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1 AT 654

SWL I4-2979/BO

ECO Antenne Asay 25AVT

ECO ANTENNE ASAY 25AVT

PREMESSA

Questo documento (ad eccezione di questa premessa e del paragrafo “Un prevedibile imprevisto”) è stato scritto prima che l’antenna venisse danneggiata dal maltempo e, conseguentemente, sostituita dalla Windom. I tempi dei verbi, e la conseguente impressione che l’antenna sia tuttora in uso, sono dovuti a questo, ed al fatto che non ho voluto modificare il testo per adattarlo a quanto seccesso all’Asay.

INTRODUZIONE

La mia antenna è una verticale della ECO Antenne, il modello ASAY 25AVT, una multibanda che risuona in 10, 15, 20, 40 e 80 metri. Alta oltre 7 metri, il montaggio dell’ASAY è stato semplicissimo: ci sono 2 viti (credo, in acciaio INOX) per ciascuna coppia di elementi dello stilo radiante, oltre ad una robusta bulloneria in acciaio al cromo per fissare la base dell’antenna al palo di supporto (per esperienza, il diametro minimo consigliabile,  per quest’ultimo, è un pollice e mezzo).

INSTALLAZIONE ELETTRICA

Elettricamente, l’antenna è ¼ d’onda su ciascuna delle sue bande operative, con due trappole (una per i 10 ed i 15 metri, l’altra per i 20 metri) ed un induttore per gli 80 metri. I 40 metri, sebbene non vi sia una trappola dedicata ad essi, vengono fermati da tale induttore. I radiali che uso (per le gamme dai 10 ai 40 metri) sono  stati realizzati con della normale treccia di rame per impianti elettrici. Devo ancora stendere il radiale per gli 80 metri, cosa che farò non appena possibile. Tutti i radiali sono fissati lungo la direzione del limite di proprietà. Questo significa che si trovano sullo stesso piano verticale, rispetto al terreno sottostante, l’uno sopra l’altro.
Foto 01
IZ8JFD.it - LA STAZIONE: ECO ANTENNE ASAY 25AVT
Foto 01 - I radiali e la loro angolazione, rispetto allo stilo verticale dell'antenna.
La differente angolazione dei radiali, rispetto all’antenna, non costituisce un problema per la risonanza sulle diverse bande. Anzi, si è rivelata un vantaggio per la risonanza in 40 metri, vista l’impossibilità di installarla ad una altezza superiore ai 3 metri dal tetto a soletta: per tale banda, il radiale e l’antenna formano un angolo compreso tra i 135° ed i 150°, con un R.O.S. pari a 1,1:1 a 7150 kHz. Un metro più alto o qualche decina di gradi di angolazione in più e, forse, avrei avuto R.O.S. 1,1:1 a 7100 kHz, l’esatto centro banda. Pazienza. In 20 metri, la situazione è simile: R.O.S. 1,1:1 a 14200 kHz e R.O.S. 2,5:1 agli estremi della banda. Non capisco il perchè di un R.O.S. così alto a 14000 kHz ed a 14350 kHz, visto che ho rispettato “al millimetro” le misure per i radiali. Così come per i 15 ed i 10 metri, dove l’antenna si comporta meglio (specialmente, in 10 metri).
Foto 02
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Foto 02 - I 4 radiali "frontali", rispetto all'antenna, ed i 3 radiali stesi sopra il tetto di casa.
Date le limitazioni di cui sopra, i radiali sono tutti stesi in direzione SE: dopo qualche periodo di ascolto in 20 metri, ho deciso di aggiungere un altro radiale per i 20, 15 e 10 metri, ponendoli al di sopra del tetto a soletta. Questo per approfittare della possibilità di poter collegare stazioni del Nord America. Per i 40 e gli 80 metri la cosa non è fattibile, visto lo spazio limitato per un radiale a lunghezza intera sul tetto (e la mia scarsa voglia di mettere radiali corti e caricati).

INSTALLAZIONE MECCANICA

L’antenna è stata fissata su un supporto realizzato con due spezzoni di tubo di ferro zincato (quello per uso idraulico), uno avente diametro pari a 2 pollici e lungo 4.5 metri, l’altro da 1 ½ pollici e lungo 2 metri, tenuti insieme da un apposito manicotto. Il palo di supporto è fissato al cornicione del tetto ed al parapetto del terrazzo, al primo piano di casa, mediante collari in acciaio al cromo.
Foto 03
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Foto 03 - I collari e la staffa, in acciaio INOX, usati per fissare il mast dell'antenna al cornicione del tetto.
La distanza tra la base dell’antenna e la superficie riflettente immediatamente sottostante (ovvero, il tetto a soletta) è 3 metri, corrispondenti alla distanza minima richiesta nel foglio delle caratteristiche dell’ASAY: questo per avere la risonanza, in 40 metri, a 7100 kHz. In 80 metri, come già detto, è tutto da provare, ancora. Al fine di fermare qualsiasi oscillazione, in qualunque direzione, del palo di supporto, ho aggiunto due “tiranti” realizzati con alcuni tratti di tubo in ferro zincato, con diametro compreso tra ½ pollice e ¾ di pollice. I tiranti sono orientati a 90° tra loro e sono fissati a circa 1 metro dalla sommità del palo: l’estremo basso, per entrambi, è fissato al cornicione del tetto. In questo modo, la resistenza alla dilatazione ed alla compressione offerta dal ferro dei “tiranti” dovrebbe frenare i movimenti del palo di supporto, specie durante le tempeste di scirocco, grecale e levante (che durano fino a 3 giorni). La presenza di queste due strutture in più non ha comportato variazioni del R.O.S. in alcuna delle bande in cui risuona l’antenna, nemmeno in 10 metri (i “tiranti” sono lunghi circa 2,50 metri ciascuno, quasi pari alla lunghezza dei radiali per i 10 metri dell’antenna). Sarebbe stato opportuno tiranteggiare anche lo stilo radiante dell’antenna, ma non ho lo spazio per ancorare i tiranti plastici che mi servirebbero. L’installazione sul limite di proprietà impone questo svantaggio. Spero nella resistenza meccanica dell’antenna, che (comunque) ho sentito “soffrire” durante recenti burrasche di libeccio (molto energiche, per la verità).

RENDIMENTO

Durante i primissimi giorni di funzionamento, ho riscontrato un pesante ritorno di RF, lungo il cavo coassiale, in 40 metri. Al punto che lo strumento del mio Kenwood TS-140S si sovrailluminava durante la trasmissione. La causa di tutto ciò era il cavo coassiale dell’impianto d’antenna TV, lungo circa 7.5 metri ed adagiato sulla soletta, al di sotto dell’antenna. La riflessione era dovuta alla calza del coassiale. Soluzione: il cavo dell’antenna TV è stato fatto passare dalla parte opposta del tetto, rispetto alla Asay, e le riflessioni sono cessate. Prima di individuare la causa di questo inconveniente, ho creato un impianto di messa a terra costituito da tre puntazze, lunghe 1.5 metri ciascuna, interrate in terreno vegetale (una aiuola, al piano terra) e collegate tra loro da cavo (giallo - verde) pari a 10 mmq.
Foto 04
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Foto 04 - Una delle puntazze dell'impianto di messa a terra. In primo piano, il cavo giallo/verde da 10 mmq.
La composizione della terra non è delle migliori dal punto di vista della conducibilità elettrica (altro che terreno organico, si tratta di sabbia mista a terriccio), il che impone l’uso di più puntazze per ridurre al minimo la resistenza di terra. Comunque, l’uso dell’impianto di terra abbassa il R.O.S. dell’antenna di qualche decimo di punto, cosa che non può che giovare alla resa della stazione. All’impianto di terra sono stati collegati anche gli estremi di una recinzione metallica, composta da cinque coppie di filo di ferro, (ciascun filo rivestito in plastica verde e ritorto al di sopra dell’altro filo, nella stessa coppia), e da molte decine di spezzoni di filo di ferro, dello stesso tipo, che compongono i motivi geometrici presenti nella recinzione.
Foto 05
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Foto 05 - La recinzione metallica plastificata, sottostante ai radiali "frontali" dell'antenna.
Le cinque coppie di filo ritorto sono lunghe ciascuna circa 10 metri, parallele al terreno e scorrono tra i paletti della recinzione ai quali sono ancorati i tiranti plastici dei radiali dell’antenna. Ovvero, sono cinque radiali per i 40 metri. Ai due lati della recinzione, ho saldato, tra loro, gli estremi dei fili di ciascuna coppia, facendo diventare ognuna di esse un unico conduttore; ho saldato gli estremi di questi “conduttori”, ad ogni lato della rete, ad un filo “collettore”; ho collegato a terra i due “collettori” (uno per ciascun lato della recinzione) ed ho neutralizzato ogni possibile effetto causato dalla presenza della recinzione.
Foto 06
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Foto 06 - La messa a terra della recinzione: sulla destra, il cavo di terra del mast dell'antenna.
Per completare l’opera, è stato necessario collegare a terra anche uno dei 4 vertici della scossalina che ricopre il cornicione del tetto, una striscia di lamiera zincata lunga 41 metri (elettricamente continua). Cioè, un loop ad onda intera per i 40 metri a metà strada tra l’antenna e la mia testa. Questa operazione ha consentito una riduzione del R.O.S. pari a quasi un punto in 7 MHz, mentre ha avuto poco o nessun effetto sulle altre bande. Morale della favola: ho dovuto adattare la casa all’antenna, piuttosto che adattare l’antenna alla casa. Finora, ho potuto contattare, oltre all’Italia, molte zone d’ Europa e del Mediterraneo, il Sud ed il Nord Africa, l’Asia (Medio ed Estremo Oriente, l’Oceano Indiano) e l’Oceania. Per ora, nessuna zona del continente americano. Il tutto, prevalentemente, in 40 metri, banda che io prediligo. La potenza RF utilizzata corrisponde ai 100 Watts P.E.P. del TS-140S, non avendo elettroniche di amplificazione. E’ indubbio che un unico radiale, o un massimo di due radiali, sono una notevole limitazione al rendimento complessivo di una antenna verticale (l’assenza di miei contatti con le Americhe, finora, ne è la conferma) , ma questa è una ulteriore prova del fatto che una antenna correttamente installata (come io spero di poter dire per la mia Asay) e risonante, al di là della sua reale efficienza e della potenza RF uitlizzata, è la condizione minima per poter sperare in un DX o in un QSO nazionale. Per il resto, ci pensa la propagazione.

UN PREVEDIBILE IMPREVISTO

Nei giorni a cavallo del 15 Gennaio 2010, sulla Calabria jonica (specificamente, sul basso Jonio) si è verificato un intenso maltempo, caratterizzato da pioggie e forti venti.
Foto 07
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Foto 07 - La trappola (10 e 15 metri) danneggiata.
Durante una notte di questo periodo, una burrasca di grecale ha insistito sull’antenna fino a piegare la base della trappola per i 10 e 15 metri (uno dei punti, meccanicamente, più critici di tutta la struttura), provocando una inclinazione pari a, circa, 40 gradi di tutti i componenti dell’antenna, a partire dalla trappola stessa fino allo stilo (di lunghezza regolabile) che costituisce la sommità dell’Asay. Ciò è stato causato dall’assenza dei tiranti che, invece, avrei dovuto applicare allo stilo verticale, come mi era stato raccomandato dalla ECO Antenne durante una conversazione telefonica avuta con loro. Ho ordinato una trappola di ricambio qualche giorno dopo l’incidente, ma ho smontato e messo a riposo, comunque, l’antenna.
Foto 08
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Foto 08 - La trappola (10 e 15 metri) di ricambio, ancora imballata (5 Novembre 2011).
L’installazione meccanica sul limite di proprietà significa che il lato che si affaccia sulla proprietà confinante rimane “scoperto”. Ovvero, non è possibile applicare tiranti che reggano l’antenna contro venti che provengono da tale direzione, a meno di non chiedere ai vicini il permesso di installare punti di ancoraggio all’interno della loro proprietà. Cosa non fattibile. Pertanto, prima di incappare in un altro prevedibile incidente, ho deciso di non montare più l’Asay. Al suo posto, per ora, c’è Agata, una Windom per i 10, 20 e 40 metri.