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Brancaleone

INTRODUZIONE

Brancaleone è un Comune della Provincia di Reggio Calabria, posto sul versante jonico della Provincia (a 65 km., circa, da Reggio) e sito al centro della, cosiddetta, Costa dei Gelsomini, la zona della Calabria jonica in cui è fiorente la coltivazione del gelsomino e del bergamotto, i cui fiori e frutti, rispettivamente, sono ampiamente utilizzati nell’industria delle essenze. La popolazione censita ammonta a poco meno di 4.000 persone, tra le quali vi è una rilevante presenza di immigrati provenienti dall’India e dalle Nazioni dell’Europa dell’Est. L’economia locale è basata sul commercio dei beni di prima necessità, ai quali si aggiungono produzioni ortofrutticole e casearie locali. Un buon contributo all’economia del paese è fornito dall’imprenditoria turistica legata alla stagione estiva.

BREVE STORIA DI BRANCALEONE

Le seguenti informazioni sono il risultato di una sintesi operata sul contenuto della documentazione fornita dal Dr. Vincenzo De Angelis, autore del saggio “Brancaleone tra cronaca e storia, origini e sue antiche vicende” (Vincenzo Ursini Editore – Catanzaro). Al Dr. De Angelis va un sentito e riconoscente ringraziamento per avermi fatto avere detta documentazione e per averne concesso la pubblicazione, nella forma da me adottata, in questo sito.
Le origini di Brancaleone derivano dall’intreccio tra la storia della Magna Grecia e la storia delle popolazioni che, prima e dopo la colonizzazione greca, hanno vissuto nella zona del Basso Jonio calabrese.
Intorno all’VIII sec. A.C., numerose comunità, provenienti da varie zone della Grecia, sono sbarcate in Calabria e vi si sono stabilite,  aggiungendosi alle comunità che già vivevano nella regione (gli Itali, gli Enotri, i Morgeti, i Coni, i Bruzi) e fondando nuove città come Reggio, Sibari e Crotone: tra questi coloni, i Locresi di Grecia, all’inizio del VII sec. A.C., diedero vita ad una nuova Locri nella zona dell’attuale, omonima Locride, che divenne uno dei centri in cui si sviluppò la grandezza della civiltà e della cultura della Magna Grecia.
In seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, del cui territorio fece parte, la Calabria fu attraversata, tra il V ed il VII sec. D.C., dalle compagnie di ventura giunti dall’Oriente e dai monaci basiliani arrivati, soprattutto, da Cappadocia, Armenia e Anatolia per sfuggire alla guerra iconoclasta scoppiata in quelle regioni. Alcuni monaci si stabilirono nella Bovesia (il territorio dell’antica Diocesi di Bova, di cui Brancaleone fa parte), riuscendo a guadagnare grande fiducia presso le popolazioni locali, in virtù delle regole osservate e praticate dal loro Ordine, ed in funzione dell’incontro tra la cultura grecanica, tipica della Bovesia, e la cultura greco-orientale della quale i monaci basiliani erano portatori. Costretti, dapprima, ad abitare nelle grotte naturali del territorio (che, scavando appositi cunicoli, resero comunicanti tra loro) per sfuggire alle incursioni barbariche e saracene, a partire dal periodo normanno (XI – XII sec. D.C.) i monaci poterono costruire propri monasteri e vivere in essi, fornendo un contributo all’economia ed alla cultura di questa zona tale da convincere le popolazioni locali a dar vita ad agglomerati urbani proprio attorno ai loro monasteri.
La nascita di Brancaleone, databile tra il VI ed il VII sec. D.C., potrebbe risalire alla costruzione di tali grotte (alcune delle quali sono autentiche “chiese grotte”), alle quali, forse, si deve l’antico nome di questo paese (Sperlinga, o Sperlonga), derivabile dal latino Spelonca e dal greco Spelugx, il cui significato, in entrambi i casi, è assimilabile: caverna o spelonca.  Il nome attuale del paese è databile al 1200,  circa, ma la sua origine è incerta: potrebbe derivare dal nome volgare delle zampe antoriori del leone, dette “branche”. O si potrebbe dovere alla presenza, nel territorio brancaleonese, di una pianta il cui fiore, chiamato “boccaleone”, è stato utilizzato da alcuni autori per nominare Brancaleone chiamandolo “Boccalionem”. O, più probabilmente, come attestato dai registri angionini e aragonesi conservati presso l’Archivio di Stato di Reggio Calabria, potrebbe derivare dal nome del cavaliere Andrea Brancaleone, discendente dalla famiglia pesarese del Principe della Massa Trebaria, la cui presenza in Calabria e, successivamente, in Sicilia risale al 1300, circa. I registri quinternioni, consultabili presso lo stesso Archivio, riportano la vendita alla sua famiglia (più precisamente, a Pietro Iacono Brancaleone) della “terra di Santa Cristina e dei suoi casali”, atto avvenuto nel 1566.
Oltre a confermare la presenza della famiglia Brancaleone in Calabria, questo atto è testimonianza di quali vicende fu oggetto Brancaleone, assieme ad altri centri abitati, tra il 1300 ed il 1700, periodo nel quale il paese fu incluso in diverse compravendite di terreni e passaggi di proprietà tra famiglie feudatarie. Il più importante di questi fu quello che, nel 1674, decretò il passaggio della signoria su Brancaleone alla famiglia Carafa, cui apparteneva il Principe di Rocella, che fece di Brancaleone la propria dimora estiva e vi costruì una residenza, nella zona dell’attuale Lungomare, passata alla storia del paese come il “Palazzo del Principe”.
Il 1700 non è stato un secolo felice per Brancaleone. Nel 1740, assieme ad altri centri vicini, soffrì le conseguenze di una pesante carestia dovuta ad una invasione di cavallette, colpevoli della distruzione delle messi. Nel 1783, un forte terremoto colpì la Calabria e fece gravi danni a Brancaleone, ma non vi furono vittime. Nel 1799, il paese dovette subire un intenso attacco da parte delle truppe francesi. Il secolo successivo, il XIX, fu foriero di eventi innovatori per Brancaleone.
Foto 01
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Foto 01 - Il Municipio di Brancaleone.
Nel 1811 venne diventò Comune e, nel 1826, ottenne il permesso di organizzare una fiera, da tenersi nei giorni 27, 28 e 29 Giugno, che divenne, in brevissimo tempo, una delle fiere più importanti di tutta la Calabria (soprattutto, per la compravendita di animali) e tale rimase fino al 1970, circa. Questa fiera si tiene tutt’oggi ed è chiamata la “Fiera di San Pietro e Paolo”. Intorno alla metà del secolo, Brancaleone partecipò attivamente ai moti del Risorgimento, durante i quali diversi suoi cittadini sostennero e appoggiarono Rocco Verduci e Michele Bello, i capi della rivolta contro i Borboni nella Locride. Un decennio dopo, nel 1858, a Brancaleone arriva il telegrafo e, dopo l’Unità d’Italia, la ferrovia, che convinse molti cittadini a spostarsi dal centro abitato di allora (che si trovava nell’immediato entroterra della costa, i cui resti sono indicati come Brancaleone Superiore) fino alla zona del litorale, in corrispondenza della quale, per ovvi motivi logistici, si stava sviluppando la strada ferrata.
Nonostante ciò, Brancaleone non fu immune alla piaga dell’emigrazione transnazionale, che, dal 1902 e per - quasi - un decennio,  costrinse 200 persone, circa, a partire per gli Stati Uniti d’America, ove, tuttora, vivono i discendenti di quegli emigranti.
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Foto 02 - Il Monumento ai Caduti della Ia e della IIa Guerra Mondiale.
Alcuni di essi torneranno in Patria per partecipare, con l’uniforme del Regio Esercito, alla Grande Guerra, al termine della quale Brancaleone fu uno dei tanti centri in cui scoppiarono i moti popolari per l’occupazione delle terre incolte. Il suo territorio, come l’intera Italia, fu duramente colpito dalle battaglie della Seconda Guerra Mondiale, poiché si trovava in una zona strategica dal punto di vista militare (Brancaleone è un Comune posto sulla costa – ovvero, poteva essere  l’obiettivo di un probabile sbarco anfibio – ed è, come era, attraversato dall’unica linea ferroviaria della Calabria jonica) e dovette subire un nuovo impoverimento demografico allorquando, nel secondo dopoguerra, molti dei suoi uomini e delle sue donne emigrarono per stabilirsi e lavorare nel Nord Italia. Nello stesso periodo (precisamente, nel 1956), una alluvione imponeva l’abbandono definitivo dell’abitato di Brancaleone Superiore.
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Foto 03 - I resti di Brancaleone Superiore.
Una occasione di possibile rilancio fu, nei primi anni ’70, la costruzione di 4 strutture turistiche: il complesso alberghiero Altalia, il camping Africa, e due stabilimenti balneari ubicati sul Lungomare, che permisero a Brancaleone di proporsi come centro di attrazione turistica (limitatamente alla stagione estiva) non solo in ambito nazionale, vocazione che, attualmente, è uno degli investimenti più importanti per l’imprenditoria e l’economia locali.
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Foto 04 - La Stazione ferroviaria di Brancaleone ed il centro TARTANet.
Brancaleone si è unito al villaggio globale alla fine degli anni ’90, con l’attivazione dei numeri di telefono che hanno permesso, ai suoi cittadini, l’accesso ad Internet con una semplice telefonata urbana. L’ADSL sarebbe arrivato qualche anno più tardi. Inoltre, nella prima decade del terzo millennio, in alcuni dei locali della Stazione ferroviaria, è stato creato un centro per la cura ed il recupero di tartarughe marine appartenenti alla specie Caretta Caretta, che, da sempre, sono solite nidificare sulle spiagge di Brancaleone e di altri paesi della Costa dei Gelsomini.