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Giacomo

GIACOMO, PREAMPLIFICATORE MICROFONICO

Giacomo è il primo preamplificatore microfonico che ho autocostruito per  abbinarlo, in seguito, al mio Kenwood TS-140S. Il tutto è composto da uno stadio preamplificatore in cui sono utilizzati 2 transistors ad effetto di campo, e dallo stadio alimentatore per il preamplificatore. Tecnicamente, Giacomo è molto simile ad altri colleghi di marche e modelli molto conosciuti nell’ambito radioamatoriale. Non è stata mia intenzione inventare un microfono che potessere sostituire degnamente quanto già disponibile in commercio. Non l’ho mai pensato e, se l’avessi fatto, non credo che ci sarei riuscito. Semplicemente, mi è piaciuto, e mi piace, come funziona. I riscontri positivi degli amici radioamatori che hanno ascoltato la mia emissione “by Giacomo” sono stati l’atto finale che mi ha portato alla convinzione sulla bontà del mio stesso progetto.

SCHEMA ELETTRICO

STADIO PREAMPLIFICATORE
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Foto 01
IZ8JFD.it - PROGETTI: GIACOMO, PREAMPLIFICATORE MICROFONICO
Foto 01 - Il preamplificatore montato in aria.
Il preamplificatore di Giacomo è un semplice circuito in cui sono presenti due transistors ad effetto di campo (FET), oltre ai componenti (resistenze, condensatori, etc.) necessari per polarizzare  i transistors, per accoppiare il preamplificatore alla capsula microfonica ed all’ingresso microfono dell’RTX (nonché, per collegare, tra loro, i due stadi del preamplificatore), e per fornire l’alimentazione elettrica ad una capsula ECM eventualmente collegata all’ingresso dello stadio in oggetto. Il primo FET, un BF245B, funziona in configurazione a source comune ed effettua una amplificazione pari a 7,5 volte, circa, sulla tensione del segnale audio proveniente dal microfono (pin 1 del connettore d’ingresso AF a 4 poli). Tale segnale amplificato viene prelevato dal drain del primo FET ed applicato al gate del secondo transistor, un BF245C, accoppiato “in continua” (cioè, senza condensatore di disaccoppiamento) al BF245B ed in configurazione a drain comune, dal cui source esce il segnale audio (che prosegue verso l’RTX) prodotto dal preamplificatore. La particolare configurazione del secondo FET consente una uscita a bassa impedenza per l’AF, il che, nelle mie intenzioni, dovrebbe consentire l’utilizzo di (pressochè) qualunque cavo di segnale ad audiofrequenza per collegare il pramplificatore all’RTX. Tutto questo per evitare che, qualora il segnale venga prelevato da una uscita ad alta impedenza (come il drain di un FET, piuttosto che il suo source), la bassa impedenza del cavo possa avere effetti negativi (attenuazione) sul segnale stesso (in particolare, sulle sue frequenze più alte). Oltre a questi stadi AF, il premplificatore ospita, anche, la componentistica che permette l’alimentazione elettrica di una capsula ECM. Ovvero, un diodo zener ZTE2, con relativa resistenza di limitazione, ai cui capi è possibile prelevare una tensione pari a 2 Vdc da inviare alla capsula. Detta tensione è disponibile sul pin 2 del connettore AF di ingresso dello stadio preamplificatore. Tra l’anodo dello zener (che opera in polarizzazione diretta) e l’ingresso del preamplificatore, è la resistenza di carico del FET integrato all’interno della capsula medesima: a valle di questa resistenza (seguendo il percorso dell’alimentazione diretta al trasduttore) è il punto in cui il segnale audio, in arrivo dalla capsula, viene prelevato e fatto giungere allo stadio preamplificatore.
Foto 02
IZ8JFD.it - PROGETTI: GIACOMO, PREAMPLIFICATORE MICROFONICO
Foto 02 - Le connessioni di ingresso/uscita AF e di alimentazione elettrica.
Il tutto è ospitato all’interno di un piccolo box metallico, isolato da tutte le masse elettriche di  preamplificatore ed alimentatore, ma collegato alla calza in rame dei cavi posti all’ingresso ed all’uscita del primo, consentendo la necessaria continuità elettrica per il conduttore di schermatura dalla capsula microfonica fino all’ingresso microfono dell’RTX.
STADIO ALIMENTATORE
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Foto 03
IZ8JFD.it - PROGETTI: GIACOMO, PREAMPLIFICATORE MICROFONICO
Foto 03 - Il circuito dello stadio alimentatore.
L’alimentatore di Giacomo si basa sul classico LM317, l’integrato che regola e stabilizza la tensione elettrica applicata allo stadio preamplificatore. Il circuito inizia con un trasformatore (di potenza elettrica pari a 4VA, circa), al cui primario è applicata la tensione di rete (230Vac, 50Hz), avente un unico secondario con tensione pari a 35Vac e corrente che può arrivare ad un massimo pari a 100mA.
Foto 04
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Foto 04 - Le connessioni di ingresso/uscita dello stadio alimentatore.
Una volta raddrizzata e livellata, la tensione continua viene stabilizzata, come detto, da un integrato LM317, che i fornisce 43Vdc con i quali viene alimentato elettricamente il preamplificatore. Di tali 43Vdc, 3Vdc (circa) servono a fornire la corretta tensione continua di polarizzazione (Vgs) dei due FETs utilizzati nello stadio preamplificatore, mentre i restanti 40Vdc vengono (più o meno, equamente) suddivisi tra la resistenza di drain ed il canale drain - source di ciascuno di tali transistors (che, pertanto, vengono alimentati a 20Vdc, circa).