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1 AT 654

SWL I4-2979/BO

Rocco, dipolo 1/2 onda 27 MHz

ROCCO, DIPOLO 1/2 ONDA 27 MHZ

INTRODUZIONE

Rocco è il dipolo a mezz'onda che ho autocostruito per ricetrasmettere in banda cittadina. Realizzato nell'Autunno 2010, Rocco è stato installato sullo stesso palo di supporto che sostiene Agata, la mia Windom per i 40, 20 e 10 metri. Tempo dopo, ho scoperto che la Windom è un tipo di antenna che mal sopporta la vicinanza di altre strutture, conduttrici e non, compreso il palo di sostegno – il quale, nel mio caso, è metallico. Per ovviare ad alcuni problemi (in particolare, R.O.S. elevato e rientro di RF) riscontrati nel funzionamento di Agata dopo l'installazione di Rocco (ma non imputabili ad esso), è stato necessario intervenire sulla linea coassiale che collega Agata al resto della stazione e sul palo cui essa è ancorata, ma ho dovuto, anche, rimuovere Rocco dallo stesso palo. Non avendo linee di trasmissione coassiali da poter utilizzare per essere presente in banda cittadina, sono stato costretto a rinunciare al mio dipolo per gli 11 metri dalla Primavera 2012 fino a tutto il 2014. Alla fine di Gennaio 2015, ho reinstallato Rocco là dove lo avevo posizionato poco più di 4 anni prima: dalle prime prove effettuate, la sua presenza non ha modificato il comportamento (pertanto, il funzionamento) di Agata e di Turi, il dipolo che utilizzo per gli 80 metri, ed ho preso le precauzioni che considero utili per evitare che ciò accada. Finchè, sul tetto di casa, tutto funziona come deve, Rocco è al suo posto.

INSTALLAZIONE MECCANICA

Foto 01
IZ8JFD.it - 1AT654: ROCCO, DIPOLO 1/2 onda 27 MHZ
Foto 01 - Rocco in azione.
Rocco è un classico dipolo a mezz'onda, costituito da due bracci, ciascuno lungo 2,70 metri e realizzato in treccia di rame isolata per impianti elettrici (tipo Prysmian N075V-K, con sezione pari a 4 mmq). Entrambi, in corrispondenza del punto di alimentazione dell'antenna, individuano un angolo superiore a 90 gradi e compreso tra 100 e 110 gradi, circa. Ad essi si aggiungono i due isolatori terminali ed il balun 1:1, tutti prodotti  dalla E.R.E. di Stradella (PV): in realtà, il balun è una autocostruzione per la quale sono stati utilizzati un isolatore centrale E.R.E. modello B-00, un nucleo cilindrico in ferrite ed un tratto di cavo coassiale RG58. A sua volta, il nucleo in ferrite è ciò che rimane di un balun E.R.E. modello B-75, acquistato nell'Autunno 1989 ed impiegato per la prima antenna CB esterna che io ho installato (un dipolo a mezz'onda per i cui bracci avevo utilizzato il conduttore centrale dell'RG58, compreso il suo rivestimento in polietilene trasparente, e gli stessi isolatori terminali di Rocco - per tenere il tutto in posizione, avevo utilizzato, come tirante, alcuni metri del monifilo in nylon usato dai pescatori per la preparazione del conzo). Alcuni mesi dopo, a causa del vento, uno dei due bracci si spezzò (non ricordo esattamente se fu il braccio o il suo tirante a spezzarsi) ed il balun cadde a terra: il suo contenitore plastico subì alcuni danni, ma il nucleo che era al suo interno, miracolosamente, uscì indenne dall'incidente. Lo conservai con cura per 20 anni, circa, e si rivelò utilissimo nel momento in cui decisi di autocostruire ed installare Rocco. Nulla, comunque, in confronto alla burrasca che colpì Brancaleone nella notte successiva al Martedì Grasso del 1990: allora, le raffiche di vento provocarono danni in paese (nulla di grave, per fortuna) e ci "aiutarono" a rimanere a casa, saltando un giorno del 4° anno del Liceo Scientifico. Di quella mattina, tuttora, ricordo come il vento scuoteva il mio dipolo per gli 11 metri, che sembrava fare appello a tutte le sue forze per rimanere al suo posto, "aggrappandosi" ai tiranti in monofilo di nylon ed ai due punti di ancoraggio a muro. Due decenni dopo, Rocco è stato installato sullo stesso palo di supporto (centrale) di Agata ed i suoi bracci sono stati fissati agli stessi pali (laterali) cui sono ancorati i bracci della mia Windom. Come tirante, è stato utilizzato il monofilo in nylon per decespugliatori, avente diametro pari a 3 mm e sezione rotonda. Rocco è stato fissato a, circa, un metro di distanza da Agata, distanza che intercorre tra i rispettivi baluns e che viene mantenuta (più o meno), anche, tra i bracci, i tiranti ed i punti di ancoraggio laterali delle due antenne.

INSTALLAZIONE ELETTRICA

Foto 02
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Foto 02 - Il balun (ex isolatore centrale E.R.E. B-00).
Rocco è stato realizzato partendo dal balun. Ho iniziato aprendo l'isolatore centrale E.R.E. B-00, il cui contenitore plastico è stato utilizzato per il balun del dipolo. Il nucleo in ferrite, sopravvissuto all'incidente occorso al balun E.R.E. B-75 di cui faceva parte (come già detto, avvenuto alla fine del 1989), è stato avvolto con 3 spire di cavo coassiale RG58 (non mi è stato possibile aggiungere ulteriori spire): ad una estremità, tale avvolgimento è stato saldato al connettore SO239 già montato nell'isolatore B-00; i conduttori presenti all'altra estremità sono stati saldati, ciascuno, ad una delle due tracce in rame individuate su un piccolo circuito stampato che, all'interno dell'isolatore B-00, faceva da tramite elettrico e da appoggio meccanico tra il connettore SO239 (pertanto, tra la linea coassiale di alimentazione ad esso collegata) ed i bracci dell'antenna della quale faceva parte l'isolatore. A tali tracce erano applicate due parti filettate in alluminio cui erano collegate (a vite) le estremità dell'antenna: purtroppo, una delle due parti filettate è stata danneggiata (ho esagerato, nei primi anni ’90,  nell'avvitare uno dei due bracci di un dipolo, e la filettatura in alluminio si è tranciata) e non le ho potute utilizzare per la costruzione di Rocco, ma, nonostante ciò, l'alternativa è stata il saldare a stagno, sulle suddette tracce in rame,  una delle estremità dell’avvolgimento in RG58 realizzato sul nucleo in ferrite e le  estremità dei bracci del dipolo rivolte al balun, realizzando, in tal modo, una ottimale continuità elettrica tra quest’ultimo e le parti filari dell'antenna. Le due metà del contenitore dell’isolatore B-00 sono state chiuse tra loro utilizzando una buona dose di Vinavil, che è servito a ridare loro la configurazione meccanica originale ed a fornire una sufficiente impermeabilizzazione all’intero balun. Per il fissaggio a palo di questo, ho potuto utilizzare bulloneria interamente realizzata in acciaio inox: due bulloni M5, con relativi dadi e rondelle, ed una zanca forata e sagomata su misura, che consentono – inoltre – di mantenere l’integrità del contenitore del balun, “amplificando” l’azione della colla vinilica già utilizzata per ripristinare (tra loro) le sue due metà.
Foto 03
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Foto 03 - Un isolatore terminale.
Infine, ciascun braccio di Rocco termina (all’estremità opposta rispetto al punto di alimentazione) con il classico cappio su uno dei suddetti isolatori terminali E.R.E., dai quali, poi, si sviluppano i tiranti in monofilo di nylon che sono ancorati ai pali di supporto laterali di Agata. Per Rocco, ho utilizzato una linea di alimentazione composta da alcuni tratti di cavo coassiale RG58, la cui lunghezza complessiva è pari a 13 metri, circa. All’esterno della stazione, tutta la linea è stata inserita in un corrugato avente diametro interno pari a 25 mm, allo scopo di proteggerla dal clima e dalla salsedine. Oltre a ciò - per evitare indesiderati e dannosi accoppiamenti tra le altre antenne della mia stazione e la superficie esterna della calza della discesa coassiale del dipolo - a partire da balun, ogni 2 metri di linea è presente una scatola stagna in plastica FAEG entro cui si trova un RF choke realizzato su nucleo toroidale in ferrite FT240-77, intorno al quale sono state avvolte 8+8 spire (cioè, due gruppi di spire in controfase tra loro) dell’RG58 utilizzato.
Foto 04
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Foto 04 - Uno degli RF chokes presenti lungo la linea di discesa.
Una delle caratteristiche migliori di Rocco è che, per realizzare gli RF chokes presenti lungo la linea coassiale che lo alimenta, il cavo RG58 – che compone la linea stessa – non è stato tagliato in alcun punto, ma (semplicemente) avvolto sui nuclei in ferrite: tra loro, i spezzoni di cavo sono stati collegati (a due a due) utilizzando connettori coassiali del tipo “doppia femmina SO239”, i quali, assieme ai connettori PL259, entrano perfettamente nel corrugato che protegge il tratto esterno della discesa del dipolo.

FUNZIONAMENTO

Rocco è stata una stupenda sorpresa. Il R.O.S. di questo dipolo è il migliore tra tutte le antenne della mia stazione: le prove di trasmissione, effettuate con il mio Lafayette Texas, hanno certificato (in corrispondenza del canale 20 della banda cittadina) un valore inferiore a 1:1.1, come ha misurato il ROSmetro interno dell’apparato. Stesse considerazioni per il rientro di RF: pressochè, inesistente. Purtroppo, non ho alcun dato riguardante il rendimento di Rocco in TX. Da quando ho installato l’antenna per la prima volta (Autunno 2010) ad oggi, non ho avuto occasione di intrattenere alcun QSO con altre stazioni, italiane e non: pertanto, non conosco l’efficienza del dipolo in termini di portata geografica del suo diagramma di irradiazione e di rapporti di ricezione avuti da stazioni corrispondenti. In RX, ho avuto modo di ascoltare emissioni provenienti da (quasi) tutta Europa, oltre ai soliti, fortissimi segnali in arrivo dalla zona orientale del continente. Tutto, in riferimento alla resa di Rocco sia in TX che in RX, dipende dalla propagazione. In seguito alle prove che ho potuto effettuare, dispongo di dati relativi alla sola ricezione: per la trasmissione, attendo di mettere Rocco alla prova sia in Italia che al di fuori di essa.